Fase 2 – la vigilia

2 Maggio 2020 Off Di Luca Stardero
Fase 2 – la vigilia

Sabato 2 maggio 2020, a due giorni dall’inizio della presunta “fase 2”, che dovrebbe segnare la ripartenza del nostro Paese, ho voluto fare un giro per le strade della mia città, Bordighera, a toccare con mano l’aria che si respira, le sensazioni, il feeling. Il numero 2 è ricorrente, nella giornata odierna, come ho voluto ostentare sin dalle prime righe del post; il dualismo che da una parte sottolinea la voglia di ripartire ma dall’altra si scontra con la paura. Paura del contagio, di non farcela, di non avere le energie, anche economiche, per ritrovare la strada per ricominciare. Bordighera è una cittadina a vocazione turistica, da sempre. Oggi il Lungomare Argentina è semideserto, persino le giostre, dove i genitori vacanzieri portano i bimbi a giocare, mostrano un Topolino, simbolo di intere generazioni, a terra ferito, auspichiamo, non ancora morto. Le attività sono chiuse ed alcune presentano la facciata che sembra essere reduce da un bombardamento. Le Chiese non possono portare sollievo ai fedeli, per adesso, e persino le statue di personaggi illustri, che vissero a lungo nella città delle palme, la Regina Margherita e Charles Garnier, a guardarli bene, hanno un’espressione differente dal solito, malinconica. Ma la fase due dovrà iniziare comunque, i Bordigotti dovranno provare a rialzarsi, un po’ come quei gabbiani che, per non essere travolti dal vento di tempesta, imparano a planare senza muovere le ali per poi risollevarsi verso un cielo più azzurro di sempre. #celafaremo